Quando ripenso al mio ultimo viaggio in Brasile, alla mente arrivano subito i colori di Rio de Janeiro, l’energia contagiosa delle sue strade, la quiete sospesa di Paraty e il suo fascino coloniale. Durante il mio viaggio Rio Maravilhosa e il fascino coloniale di Paraty, ho scoperto un Brasile iconico ma anche autentico, lontano dagli itinerari di massa e dentro i sorrisi della sua gente.
L’arrivo a Rio de Janeiro è un colpo d’occhio che toglie il fiato: la città si stende tra l’oceano e le montagne ricoperte di vegetazione tropicale. Dal Cristo Redentore, raggiunto con il trenino che attraversa la Foresta di Tijuca, la vista si estende sull’intera baia di Guanabara. Scendere poi nelle stradine di Santa Teresa, tra botteghe artigiane e atelier d’artisti, è come scoprire l’anima più creativa della città e la sua essenza bohémien che mi ha colto di sorpresa.
Nei giorni successivi, continua ad accompagnarmi un’emozione di stupore. Al Pan di Zucchero, la luce dell’oceano si riflette sulle rocce come un dipinto impressionista, mentre nella “Città del Samba” si respira l’adrenalina del Carnevale, tra costumi, musica e colori. Ma è nella cosiddetta Piccola Africa che Rio svela le sue radici più profonde: un luogo dove la cultura afrobrasiliana si manifesta tra murales, mercati e incontri che sono la memoria storica del quartiere.
Uno dei momenti più intensi del viaggio è la visita alla Favela Rocinha. Accompagnato da una guida locale, ho incontrato persone che con orgoglio mostrano i progetti comunitari nati dal basso, un esempio tangibile di turismo sostenibile e di rispetto reciproco. Dalla Rocinha alla Foresta di Tijuca, il passo è breve: tra cascate, orchidee e viste panoramiche sulle spiagge di Ipanema e Copacabana, Rio si riconferma una città che vive in simbiosi con la natura.
Lasciata la metropoli, il viaggio prosegue nella Valle del Caffè. Qui, tra fazendas ottocentesche e piantagioni ombreggiate da alberi secolari, entro in contatto con la storia agricola del Paese. In una tenuta storica ho degustato un caffè artigianale preparato con metodi sostenibili, riscoprendo il valore del tempo e della cura.
Da lì, la strada costiera conduce a Paraty, un gioiello coloniale affacciato sull’oceano. Le sue stradine lastricate, le case bianche dai portali colorati, le chiese che si specchiano sulle acque della baia: sembra che tutto a Paraty segua il ritmo della marea. Passeggiando nel centro storico, patrimonio UNESCO, si percepisce la fusione tra arte, cultura e tradizione che rende questo luogo unico.
La Baía di Paraty si apre davanti a me in tutta la sua bellezza. Piccole isole tropicali, spiagge nascoste, acque cristalline che invitano a tuffarsi, a lasciarsi avvolgere dal silenzio del mare. Poi, nell’entroterra, la natura torna protagonista: a bordo di una jeep 4×4 esploro la Serra da Bocaina, tra cascate come il Poço do Tarzan e distillerie di cachaça, dove la tradizione viene tramandata con orgoglio.
Paraty è il luogo dove il contatto con la natura e con le persone mi ha restituito equilibrio e senso.
Ero già stato in Brasile in passato. Ho visto sfilate in maschera, partecipato ad escursioni di gruppo, mangiato nelle churrascarie turistiche. Questa volta sono entrato nei laboratori della Città del Samba dove il Carnevale prende forma, ho dialogato con chi vive quotidianamente la realtà delle favelas, ho visto con i miei occhi il ciclo produttivo del caffè che da oggi berrò con più consapevolezza. Torno a casa nutrito da un viaggio autentico, ricco di scoperte e di incontri, di meraviglia e di racconti.
Da questo viaggio porto a casa una certezza: il turismo sostenibile è una scelta concreta che migliora il modo in cui esploriamo il mondo, aiuta a lasciare un’impronta più leggera, ci rende più consapevoli ma ci restituisce la capacità di cambiare prospettiva, conoscenze reali e una lettura più autentica del territorio e delle persone che lo abitano.
Scopri il programma completo del viaggio Rio Maravilhosa e il Fascino Coloniale di Paraty.